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Sì, i soci di una società di diritto rumeno possono essere di qualsiasi nazionalità — nessuno escluso. La normativa di riferimento è la Legge n. 31/1990 sulle società commerciali, che non impone alcuna restrizione basata su cittadinanza o residenza dei soci e amministratori, sia per cittadini UE/SEE sia per cittadini di Paesi terzi.
Dopo il deposito del fascicolo completo presso l'ONRC (Ufficio Nazionale del Registro delle Imprese), il certificato di registrazione viene rilasciato entro 3 giorni lavorativi. Considerando preparazione documenti, prenotazione del nome e traduzioni autorizzate, l'intero percorso si completa generalmente in 5-7 giorni.
Documenti essenziali: atto costitutivo, prova della sede legale, prenotazione denominazione, documenti d'identità di soci e amministratori. Per soci esteri serve l'estratto del registro del Paese d'origine con traduzione autorizzata in rumeno.
No, la residenza in Romania non è necessaria né per costituire una società né per detenerne le quote. La Legge n. 31/1990 si concentra sulla capacità giuridica delle persone, non sul loro status di residenza. Sia il socio (asociat) sia l'amministratore (administrator) possono risiedere in qualsiasi Paese del mondo.
L'unica formalità per un amministratore non residente è ottenere il NIF (Număr de Identificare Fiscală), il codice fiscale rumeno rilasciato da ANAF. È fondamentale distinguere la residenza personale dalla sede legale della società: quest'ultima è obbligatoria e deve essere registrata sul territorio rumeno con un contratto di locazione, comodato o atto di proprietà.
L'intero processo di costituzione può essere gestito a distanza tramite procura speciale, senza che soci o amministratori si trasferiscano in Romania.
Sì, è un processo relativamente semplice e veloce. In qualità di cittadino UE, l'italiano beneficia del diritto fondamentale alla libera circolazione (Direttiva 2004/38/CE) che semplifica le procedure rispetto ai cittadini di Paesi terzi.
Per soggiorni superiori a 3 mesi è prevista la registrazione presso l'Inspectoratul General pentru Imigrări (IGI). Documenti tipici: ID o passaporto, prova del motivo del soggiorno (lavoro, attività d'impresa, studi o risorse economiche), assicurazione sanitaria (TEAM o privata) e prova dell'alloggio. Con fascicolo completo, il certificato di registrazione viene normalmente rilasciato in giornata ed è valido fino a 5 anni.
Importante: la residenza amministrativa non coincide con la residenza fiscale, regolata separatamente in base al centro degli interessi vitali e/o alla soglia dei 183 giorni in 12 mesi (linee guida ANAF).
No, la pressione fiscale in Romania è tra le più basse dell'Unione Europea: 27% del PIL nel 2023, contro circa il 42,8% dell'Italia (dato OCSE).
Le aliquote chiave:
• Microimpresa: aliquota unica dell'1% sul fatturato fino a 100.000 € (almeno un dipendente richiesto)
• Imposta sull'utile (società ordinarie): 16% flat
• Imposta sui dividendi: 10% fino al 31/12/2025, 16% dal 1° gennaio 2026
• IRPEF persone fisiche: flat tax 10% sulla maggior parte dei redditi
• IVA: standard 21%, ridotta 11% su beni e servizi essenziali
Per evitare la doppia imposizione tra Italia e Romania si applica la Convenzione bilaterale in vigore dal 25 settembre 2017.
Una società di diritto rumeno può operare e fornire servizi in tutto il mondo, non solo in Europa.
All'interno dell'UE riceve due strumenti chiave: il VIES (verifica IVA per transazioni intracomunitarie B2B con reverse charge) e l'EUID (identificatore unico europeo che certifica registrazione e trasparenza nel sistema BRIS). Per vendite B2C in più Stati UE è disponibile il regime OSS (One-Stop Shop) per dichiarare l'IVA con un unico portale.
Per il commercio con Paesi terzi serve il numero EORI per gli adempimenti doganali. Attenzione al rischio di stabile organizzazione (Permanent Establishment): se l'attività in un altro Paese ha presenza fissa o personale che conclude contratti, può scattare la tassazione locale degli utili attribuibili, mitigata dai trattati contro la doppia imposizione.
Dipende da come è strutturata l'attività estera. Una società rumena è fiscalmente residente in Romania e tassata sull'utile mondiale, ma se l'attività estera integra una stabile organizzazione (Permanent Establishment) — sede di direzione, filiale, ufficio, agente dipendente — gli utili attribuibili sono tassati nel Paese ospitante.
La doppia imposizione viene eliminata applicando la Convenzione Italia-Romania (in vigore dal 25 settembre 2017) tramite credito d'imposta o esenzione. Per l'IVA: nelle prestazioni B2B intra-UE si applica generalmente il reverse charge; per vendite B2C in più Stati membri è disponibile l'OSS. Per import/export con Paesi terzi serve il numero EORI.
Per il personale distaccato all'estero, il Documento portatile A1 (Reg. CE 883/2004) permette di mantenere la sicurezza sociale rumena.
No, gli utili non si prelevano in qualsiasi momento come da un conto corrente: la distribuzione è un'operazione societaria formale regolata dalla legge rumena, ma esistono due modalità — annuale e trimestrale.
La modalità classica prevede la distribuzione dei dividendi una volta l'anno, dopo l'approvazione del bilancio annuale da parte dell'Assemblea Generale dei Soci (AGA). In alternativa è ammessa la distribuzione trimestrale dei dividendi intermedi, condizionata a: previsione nello statuto o delibera AGA, redazione di un bilancio intermedio, presenza di utile netto, copertura delle perdite pregresse e disponibilità di liquidità.
Aspetto cruciale: i dividendi intermedi sono di fatto un acconto. Dopo la chiusura del bilancio annuale, se l'utile finale è inferiore a quanto distribuito, i soci sono obbligati per legge a restituire le somme percepite in eccesso.
Operativamente la gestione può essere organizzata in modo flessibile (interna o esternalizzata), ma la responsabilità legale ultima rimane sempre in capo agli organi societari — amministratore e assemblea — secondo la Legge n. 31/1990.
L'amministratore è il rappresentante legale: firma contratti, opera sui conti e risponde civilmente e penalmente per la gestione. I soci sono i proprietari e decidono nelle Assemblee Generali. Le funzioni operative tipicamente delegate a professionisti esterni includono contabilità e fiscalità (a un Expert Contabil iscritto CECCAR), consulenza legale e gestione amministrativa.
Sepio offre tre pacchetti di consulenza: BASE (contabilità essenziale e domiciliazione sede legale), PRO (consulenza fiscale, report periodici, supporto HR e legale standard), PRO INVEST (pianificazione fiscale internazionale, fondi UE, operazioni straordinarie). I dettagli vengono illustrati nella seconda call conoscitiva.
In Romania la contabilità deve essere affidata a un professionista qualificato e autorizzato: l'imprenditore non può gestirla personalmente, salvo possedere le qualifiche specifiche riconosciute dallo Stato rumeno.
La Legge Contabile n. 82/1991 impone che ogni società tenga la contabilità in lingua rumena e in valuta nazionale (RON). La quasi totalità delle aziende, soprattutto con soci stranieri, si affida a un Expert Contabil iscritto al CECCAR (Corpo dei Commercialisti rumeni), che cura tenuta contabile, dichiarazioni TVA, calcolo imposte, bilancio annuale, payroll e reporting.
Sepio collabora con dottori commercialisti italiani e rumeni esperti di fiscalità internazionale: il professionista rumeno garantisce aderenza alla normativa locale, quello italiano funge da ponte interpretativo. La responsabilità legale ultima sui bilanci resta in capo all'amministratore, che firma e deposita formalmente i documenti.
In parte sì. Sul piano giuridico-procedurale i requisiti sono omogenei nell'UE, ma in Romania ci sono fattori oggettivi che facilitano l'accesso ai fondi.
Le dotazioni sono importanti: 31,5 miliardi € dalla Politica di Coesione 2021-2027 più circa 28,5 miliardi € dal PNRR (13,6 grant + 14,9 prestiti). Le candidature passano per MySMIS2021, piattaforma digitale gestita dallo STS, con bandi pubblicati dalle Agenzie di Sviluppo Regionale (ADR).
I tre fattori che rendono l'accesso più fertile: stanziamenti maggiori per regioni meno sviluppate, competizione potenzialmente inferiore rispetto al tessuto italiano, programmi mirati a nuove imprese e digitalizzazione. Il regime de minimis è stato elevato a 300.000 € su tre esercizi (Reg. UE 2023/2831). Sepio include due consulenti dedicati ai fondi UE per mappare bandi attivi e preparare candidature.
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Lo studio è in pausa. Torniamo operativi lunedì 21 agosto. Puoi comunque prenotare la tua call gratuita o lasciarci un messaggio: ti rispondiamo appena rientriamo.
Buona estate! — Simona Sepio