Guida completa all'IVA in Romania aggiornata al 2026: aliquota standard al 21%, aliquota ridotta unica all'11%, 9% transitorio sulle case fino al 31 luglio 2026, soglia di registrazione IVA, iscrizione al VIES, reverse charge per le operazioni intra-UE, regime OSS per le vendite B2C, numero EORI per l'extra-UE e l'obbligo di fatturazione elettronica RO e-Factura. Per imprenditori italiani con una SRL in Romania.
L'IVA (in rumeno TVA – Taxa pe Valoarea Adăugată) è una delle prime cose da capire quando si apre una SRL in Romania: determina cosa fatturi, quanto versi e quali adempimenti hai ogni mese. Dal 2025-2026 il sistema è cambiato parecchio — aliquota standard salita al 21%, aliquote ridotte unificate, e soprattutto l'obbligo generalizzato di fatturazione elettronica RO e-Factura. Questa guida spiega in modo chiaro, per imprenditori italiani, aliquote, soglia di registrazione, regole per vendere in UE (VIES, reverse charge, OSS), commercio extra-UE (EORI) e i nuovi obblighi digitali. Per il quadro fiscale completo (imposta società, microimpresa, dividendi) vedi la guida alla fiscalità in Romania.
In breve — IVA Romania 2026
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Dal 1° agosto 2025 l'aliquota IVA standard in Romania è del 21% (in precedenza 19%). Con la stessa riforma le due vecchie aliquote ridotte del 9% e del 5% sono state unificate in un'unica aliquota ridotta dell'11%. Resta in vigore, in via transitoria, un'aliquota del 9% su alcune cessioni di nuove abitazioni. Le aliquote applicabili nel 2026 sono:
| Aliquota | A cosa si applica |
|---|---|
| 21% | Aliquota standard: si applica di default alla maggior parte di beni e servizi (negozi, servizi professionali, e-commerce, edilizia…) |
| 11% | Aliquota ridotta unica: alimentari di base, medicinali, libri e pubblicazioni, ristorazione e catering, alloggio e servizi alberghieri, acqua e fognatura, alcuni input agricoli |
| 9% | Transitoria: vendita di una nuova abitazione (prezzo max 600.000 RON, superficie fino a 120 m²) a un acquirente persona fisica, con contratto e acconto già firmati, fino al 31 luglio 2026 |
| 0% | Cessioni intracomunitarie B2B in reverse charge ed esportazioni verso Paesi extra-UE |
Non tutte le SRL rumene applicano l'IVA fin da subito. La registrazione ai fini IVA — cioè l'attribuzione di un codice di partita IVA rumeno — diventa obbligatoria al superamento di 300.000 RON di fatturato annuo, pari a circa 60.000 €. Sotto questa soglia la registrazione è facoltativa.
Attenzione al rovescio della medaglia: una SRL non registrata IVA non addebita l'IVA ai clienti (può essere un vantaggio con clientela privata), ma non può detrarre l'IVA sugli acquisti. Se compri molto (merci, attrezzature, servizi) o lavori soprattutto con aziende, conviene spesso registrarsi volontariamente fin dall'inizio.
La registrazione IVA si richiede ad ANAF (l'agenzia delle entrate rumena) depositando un'istanza dedicata e la documentazione che dimostra l'attività e la sostanza economica della società. Per le società di recente costituzione o gestite da soci esteri, ANAF può chiedere chiarimenti e svolgere verifiche prima di rilasciare il codice IVA: una sede reale, un conto bancario attivo e contratti coerenti aiutano ad accelerare.
Importante: il codice IVA nazionale è cosa diversa dall'iscrizione al VIES (il registro per le operazioni intracomunitarie). Sono due passaggi distinti — puoi essere registrato IVA in Romania ma non ancora abilitato al VIES, e per fatturare in reverse charge ad aziende UE ti serve quest'ultimo.
Per vendere o comprare beni e servizi da aziende di altri Paesi UE, la tua SRL deve essere iscritta al VIES (VAT Information Exchange System), il registro europeo delle partite IVA abilitate alle transazioni intracomunitarie. In Romania l'iscrizione non è automatica: richiede un'istanza specifica e un controllo ANAF sulla sostanza economica della società.
Con il VIES attivo, le cessioni B2B intra-UE si fatturano in reverse charge: non applichi l'IVA in fattura e l'imposta è assolta dal cliente nel suo Paese (con l'indicazione "inversione contabile / reverse charge"). Senza VIES, invece, non puoi usare il reverse charge e l'operazione viene tassata come una vendita interna. Le operazioni intracomunitarie vanno poi riepilogate nella dichiarazione recapitulativa periodica (declarația recapitulativă D390).
Se vendi a consumatori finali (B2C) in più Stati membri — tipico dell'e-commerce — superata una soglia complessiva di vendite a distanza l'IVA è dovuta nel Paese del cliente. Per non doverti registrare ai fini IVA in ogni Paese esiste il regime OSS (One-Stop Shop): dichiari e versi l'IVA dovuta nei vari Paesi di consumo tramite un unico portale e un'unica dichiarazione, gestita dalla Romania. È lo strumento standard per chi fa e-commerce verso più Paesi UE.
Per importare o esportare beni da e verso Paesi fuori dall'UE, la società deve ottenere il numero EORI (Economic Operators Registration and Identification), indispensabile per gli adempimenti doganali. Le esportazioni verso Paesi terzi sono operazioni non imponibili (aliquota 0%), con diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti collegati; sulle importazioni l'IVA si applica in dogana secondo le regole ordinarie.
È la novità più importante degli ultimi anni e riguarda tutte le SRL, non solo quelle grandi. La fatturazione elettronica avviene tramite il sistema nazionale RO e-Factura, gestito da ANAF: le fatture si emettono e si trasmettono in formato strutturato attraverso la piattaforma, non più come semplici PDF.
Le tappe dell'obbligo:
In pratica: dal momento in cui apri la SRL ti serve un gestionale (o il supporto del commercialista) collegato a RO e-Factura. Emettere fatture "alla vecchia maniera" non è più conforme e può comportare sanzioni.
Oltre a e-Factura, le società rumene (e le estere registrate IVA in Romania) trasmettono ad ANAF i dati contabili e fiscali in formato SAF-T (la dichiarazione informativa D406), obbligo introdotto progressivamente dal 2022. Sul fronte IVA, gli adempimenti periodici tipici sono:
Sono adempimenti che in Romania si affidano sempre a un Expert Contabil iscritto al CECCAR: la contabilità non può essere tenuta in proprio dall'imprenditore senza le qualifiche richieste dalla legge.
Quando l'IVA detraibile sugli acquisti supera quella incassata sulle vendite, si forma un credito IVA. Puoi riportarlo a nuovo nei periodi successivi oppure chiederne il rimborso nel decont TVA. ANAF può disporre un controllo preventivo prima di erogare il rimborso, soprattutto per importi elevati o società di recente costituzione: è una prassi normale, non un segnale di problemi. Documenti conformi, fatture in regola (anche via e-Factura) e una contabilità ordinata sono ciò che accorcia davvero i tempi.
Questa è una guida divulgativa: le aliquote e le scadenze citate sono aggiornate al 2026 ma soggette a modifiche normative. Per la tua situazione concreta (tipo di attività, clienti UE o extra-UE, e-commerce, volumi), la configurazione IVA giusta fa risparmiare tempo e problemi. Sepio segue la registrazione IVA, l'iscrizione al VIES, l'OSS e la conformità RO e-Factura insieme a commercialisti rumeni iscritti al CECCAR.
Le risposte ai dubbi più ricorrenti sull'IVA in Romania.
L'aliquota standard è del 21% dal 1° agosto 2025 (prima 19%). Esiste un'unica aliquota ridotta dell'11%, che ha unificato le precedenti del 9% e 5% (alimentari di base, medicinali, libri, ristorazione, alloggio, acqua). Resta un 9% transitorio su alcune cessioni di nuove abitazioni entro soglie specifiche fino al 31 luglio 2026. Le cessioni intracomunitarie B2B sono allo 0% in reverse charge se entrambe le parti sono iscritte al VIES.
La registrazione IVA (il codice di partita IVA rumeno) è obbligatoria al superamento della soglia di 300.000 RON di fatturato annuo (circa 60.000 €). Sotto soglia è facoltativa: non applichi l'IVA sulle vendite ma non puoi detrarla sugli acquisti. Per operare con clienti e fornitori UE serve inoltre l'iscrizione separata al VIES.
Serve l'iscrizione al VIES, che in Romania non è automatica: richiede un'istanza specifica e un controllo ANAF sulla sostanza economica della società. Con il VIES attivo le cessioni B2B intra-UE si fatturano in reverse charge (IVA assolta dal cliente nel suo Paese). Senza VIES non puoi usare il reverse charge e l'operazione viene tassata normalmente.
Per le vendite a consumatori finali in più Stati membri si usa il regime OSS (One-Stop Shop): permette di dichiarare e versare l'IVA dovuta nei vari Paesi di consumo tramite un unico portale e un'unica dichiarazione, evitando registrazioni IVA multiple all'estero. Per il commercio con Paesi extra-UE serve invece il numero EORI per gli adempimenti doganali.
Sì. È obbligatoria per le operazioni B2B e B2G dal 1° luglio 2024 per i soggetti stabiliti in Romania (e per le società estere con stabile organizzazione), e per le operazioni B2C dal 1° gennaio 2025. Dal 2026 l'obbligo è esteso anche alle persone fisiche con attività economica (CNP). Le imprese sotto i 500.000 € di fatturato hanno la piena applicazione dal 1° luglio 2026. Si aggiunge la reportistica SAF-T, obbligatoria dal 2022.
Sì. Se l'IVA detraibile sugli acquisti supera quella sulle vendite, si genera un credito IVA che puoi riportare a nuovo o chiedere a rimborso nella dichiarazione periodica (decont TVA). ANAF può disporre un controllo prima di erogare il rimborso, soprattutto per importi rilevanti o società di recente costituzione. Una contabilità ordinata e documenti conformi accelerano i tempi.
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