La Romania è tra le destinazioni fiscali più competitive dell'Unione Europea: pressione fiscale complessiva al 27% del PIL contro il 42,8% italiano (dato OCSE), aliquota societaria flat del 16%, IVA standard al 21%, regime agevolato di microimpresa con aliquota unica all'1% sul fatturato per le società sotto i 100.000 € di ricavi annui. Numeri attraenti, ma il sistema è cambiato significativamente nel biennio 2024-2026 e le decisioni di pianificazione fiscale richiedono attenzione, soprattutto per chi resta residente fiscale in Italia. Questa guida copre il quadro completo aggiornato al 2026, dalle imposte societarie alla riforma dividendi appena entrata in vigore, dalla Convenzione Italia-Romania del 2017 ai rischi di esterovestizione che il fisco italiano monitora attentamente.

In breve — fiscalità Romania 2026

  • Imposta sulle società (CIT): 16% sull'utile.
  • Microimpresa: 1% sul fatturato, fino a 100.000 € di ricavi annui (soglia in vigore dal 2026).
  • IVA standard: 21% (dal 1° agosto 2025).
  • Dividendi: 16% in Romania (dal 1° gennaio 2026), 26% in Italia.
  • Convenzione Italia-Romania contro la doppia imposizione: in vigore dal 25 settembre 2017.

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Quadro normativo del sistema fiscale rumeno

Il sistema fiscale rumeno è regolato principalmente dal Codul Fiscal (Legea nr. 227/2015), con successive modifiche annuali apportate da Ordonanțe de Urgență del Governo. Questa è la legge unica che disciplina imposte sulle società, IVA, IRPEF, contributi sociali e regime microimpresa. La gestione operativa è affidata all'ANAF (Agenția Națională de Administrare Fiscală), l'equivalente dell'Agenzia delle Entrate italiana.

Le società commerciali, in primis la SRL (Societate cu Răspundere Limitată), sono regolate dalla Legea nr. 31/1990. La contabilità segue la Legea Contabilității nr. 82/1991 e l'OMFP nr. 1802/2014 sui principi contabili rumeni (allineati IAS/IFRS).

Riferimenti normativi principali: Codul Fiscal – Legea nr. 227/2015 · Legea nr. 31/1990 (società commerciali) · Legea Contabilității nr. 82/1991 · OMFP nr. 1802/2014 (principi contabili) · Convenzione Italia-Romania – DTC firmata 25 aprile 2015, in vigore dal 25 settembre 2017, con effetto dal 1° gennaio 2018

Imposta sulle società (CIT) al 16%

L'imposta ordinaria sul reddito delle società (impozit pe profit) in Romania è del 16% flat, applicata al reddito imponibile (utile lordo meno costi deducibili). È tra le aliquote corporate più basse dell'UE. A confronto, in Italia il prelievo è IRES 24% + IRAP ~3,9% per un effettivo del 27,9%, sostanzialmente il doppio.

I costi deducibili devono rispettare il principio di inerenza all'attività, essere documentati con fattura conforme e tracciabili nei pagamenti. La normativa rumena è rigorosa sui rapporti con parti correlate: per operazioni infragruppo sopra determinate soglie è obbligatoria la documentazione di transfer pricing secondo linee guida OCSE, e ANAF effettua controlli mirati nei settori a rischio.

L'imposta è dichiarata e versata trimestralmente, con un saldo annuale. Le perdite fiscali sono riportabili in avanti per 5 esercizi successivi.

Regime microimpresa 1%

Il regime delle microîntreprinderi è il vantaggio fiscale più noto della Romania ed è applicato di default alle SRL che soddisfano i requisiti dimensionali. Aliquota unica dell'1% sul fatturato lordo fino alla soglia di 100.000 € di ricavi annui. Superata la soglia in qualsiasi momento dell'anno, la SRL passa obbligatoriamente al regime ordinario al 16% sull'utile, con effetto retroattivo dal 1° gennaio dell'esercizio in corso.

Le condizioni di accesso 2026 includono: almeno un dipendente a tempo indeterminato ed esclusione di settori specifici (banche, assicurazioni, mercati dei capitali, gioco d'azzardo). Il vecchio limite del 20% sui ricavi da consulenza e management è stato eliminato dal 1° gennaio 2025 (OUG 156/2024).

Il regime microimpresa è applicato sul fatturato, non sull'utile. Per attività con margine operativo alto è estremamente conveniente; per commercio o e-commerce a basso margine può essere svantaggioso. Il break-even con il regime ordinario è al 6,25% di margine operativo: sotto questa soglia il 16% sull'utile costa meno dell'1% sul fatturato. Per i dettagli operativi e i calcoli di convenienza, vedi la guida microimpresa Romania 2026.

IVA al 21% e aliquote ridotte

L'aliquota IVA standard in Romania è del 21% dal 1° agosto 2025 (in precedenza 19%). La riforma ha unificato le precedenti aliquote ridotte del 9% e del 5% in un'unica aliquota ridotta dell'11%. Le aliquote sono:

Aliquota Beni e servizi
21% Aliquota standard, applicata di default
11% Alimentari di base, medicinali, libri, ristorazione, alloggio, energia termica, acqua, alcuni servizi alla persona
9% Regime transitorio: alcune cessioni di abitazioni residenziali entro soglie specifiche, fino al 31 luglio 2026
0% Cessioni intracomunitarie B2B (reverse charge), esportazioni extra-UE

Per operare in regime intracomunitario UE, la SRL deve essere iscritta al VIES (VAT Information Exchange System). L'iscrizione non è automatica: richiede istanza specifica e controllo ANAF sulla sostanza economica della società. Senza VIES, le cessioni B2B intra-UE non possono usare il reverse charge e sono tassate normalmente.

Per le vendite B2C in più Stati membri UE è disponibile il regime OSS (One-Stop Shop), che permette di dichiarare e versare l'IVA dovuta nei Paesi di consumo tramite un unico portale, evitando registrazioni IVA multiple.

Per il dettaglio operativo — soglia di registrazione, iscrizione al VIES, reverse charge, regime OSS e l'obbligo di fatturazione elettronica RO e-Factura — vedi la guida completa all'IVA in Romania 2026.

Dividendi: la riforma 2026 al 16%

Dal 1° gennaio 2026, in Romania i dividendi (gli utili che il socio incassa dalla società) sono tassati al 16%, a differenza dell'Italia dove sono al 26%.

Riforma fiscale 2026: cosa è cambiato

Il pacchetto fiscale 2024-2026 ha modificato in profondità il sistema rumeno con l'obiettivo di consolidamento di bilancio e adeguamento ai parametri UE. I cambiamenti principali:

  • Soglia microimpresa abbassata da 1.000.000 € (fino al 2022) a 500.000 € (2023-2024), 250.000 € (2025) e 100.000 € (dal 2026)
  • IVA standard aumentata al 21% (era 19%)
  • Dividendi aumentati al 16% dal 1/1/2026 (era 10%)
  • Esclusioni microimpresa espanse a consulenza fiscale, legale e settori specifici
  • Verifiche ANAF rafforzate su sostanza economica e dipendenti effettivi

Imposte sul lavoro e contributi sociali

Il sistema rumeno è strutturato per ridurre il cuneo fiscale lato datore di lavoro, spostando i contributi a carico del lavoratore:

  • Contributi previdenziali a carico dipendente (CAS): 25% del lordo
  • Contributi sanitari a carico dipendente (CASS): 10% del lordo
  • Imposta sul reddito: flat tax 10% sul netto dopo deduzioni
  • Contributi a carico datore (CAM): 2,25%

Esempio concreto su uno stipendio lordo di 5.000 RON (~1.000 €): il datore di lavoro spende circa 5.115 RON totali, il dipendente porta a casa circa 3.250 RON netti. Confrontato con l'Italia, il costo aziendale di un dipendente è significativamente inferiore — uno dei motivi per cui molte SRL operative usano il proprio amministratore-socio come dipendente unico per soddisfare il requisito microimpresa.

Convenzione Italia-Romania 2017

La Convenzione contro le doppie imposizioni (DTC) tra Italia e Romania attualmente in vigore è stata firmata il 25 aprile 2015, in vigore dal 25 settembre 2017 e con effetto dal 1° gennaio 2018 (ratifica italiana con Legge n. 78/2017), sostituendo la precedente del 1977. Disciplina la ripartizione del potere impositivo tra i due Stati. Punti chiave:

  • Residenza fiscale: criterio del tie-breaker per persone fisiche e luogo di direzione effettiva per società
  • Stabile organizzazione (PE): definizione conforme all'art. 5 modello OCSE; gli utili attribuibili sono tassati nello Stato della PE
  • Dividendi: ritenuta convenzionale ridotta al 5% per partecipazioni qualificate (≥25%), 10% per le altre
  • Interessi e royalty: ritenute massime convenzionali con scomputo nel Paese di residenza
  • Lavoro dipendente: tassazione nel Paese di svolgimento, salvo eccezione 183 giorni
  • Procedure amichevoli: per casi di doppia residenza o conflitti interpretativi

Residenza fiscale e centro degli interessi

Aprire una SRL in Romania non sposta automaticamente la residenza fiscale del socio. La residenza fiscale italiana persiste finché il soggetto ha in Italia (alternativamente): iscrizione anagrafica, domicilio, residenza ai sensi del Codice Civile per più di 183 giorni l'anno. Per spostare effettivamente la residenza fiscale serve trasferire il centro degli interessi vitali in Romania: famiglia, dimora abituale, attività lavorativa principale, conti bancari, assicurazioni.

L'iscrizione all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) è un requisito formale ma non sufficiente. La giurisprudenza italiana è consolidata: il trasferimento "di carta" senza sostanza è perseguibile come abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis dello Statuto del Contribuente. La Cassazione ha più volte sancito la prevalenza del centro effettivo degli interessi sull'iscrizione formale.

CFC, esterovestizione e quadro RW

Per il socio italiano persona fisica con partecipazione in SRL rumena restano applicabili tre presidi del fisco italiano:

  • Norme CFC (Controlled Foreign Companies): se la SRL rumena è soggetta a tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana, gli utili possono essere imputati per trasparenza al socio italiano. La Romania al 16% rientra nella soglia di attenzione, ma il regime CFC si attiva solo con specifici test (passive income, sostanza economica)
  • Esterovestizione societaria: se la SRL rumena è di fatto gestita dall'Italia (sede di direzione effettiva in Italia, riunioni dei soci in Italia, decisioni operative in Italia), il fisco italiano può riqualificarla come società italiana e tassarla in Italia retroattivamente
  • Quadro RW della dichiarazione dei redditi italiana: obbligo di indicare partecipazione in SRL rumena, conti bancari aziendali, asset esteri. Sanzioni per omissione: dal 3% al 30% del valore non dichiarato (riducibili in caso di ravvedimento operoso)

L'apertura della SRL rumena è la parte facile. Il vero lavoro è strutturare l'operazione in modo che superi i tre test (CFC, esterovestizione, monitoraggio fiscale) senza esposizione retroattiva. Una pianificazione preliminare con commercialista italiano + consulenza Sepio in Romania evita la maggior parte dei contenziosi.

Italia vs Romania: confronto numerico

Voce Italia Romania
Imposta società IRES 24% + IRAP ~3,9% 16% flat
Microimpresa / Forfettario 5-15% (ditta individuale) 1% sul fatturato (SRL)
IVA standard 22% 21%
Ritenuta sui dividendi 26% 16% (dal 2026)
Pressione fiscale (entrate/PIL) 42,8% 27,0%
Costo lavoro dipendente ~140% del lordo ~102% del lordo

Il confronto è netto a favore della Romania per società commerciali e di servizi. Va però sempre integrato con il calcolo della tassazione complessiva al socio (CIT + dividendi + imposta italiana) e con la valutazione dei rischi (CFC, esterovestizione) che riducono il vantaggio teorico se la struttura non è ben costruita.

Errori frequenti

  • Confondere apertura SRL con trasferimento residenza. Aprire una società in Romania non rende automaticamente residenti fiscali in Romania. Senza trasferimento del centro vitale, l'Italia continua a tassare il reddito mondiale.
  • Sottovalutare il quadro RW. Sanzioni dal 3% al 30% del valore non dichiarato sono pesanti. Un commercialista italiano competente è imprescindibile.
  • Scegliere microimpresa con margini bassi. Per commercio o e-commerce a margine ridotto (sotto il 6,25% di margine operativo), il regime ordinario al 16% sull'utile è più conveniente dell'1% sul fatturato.
  • Ignorare il rischio esterovestizione. Se gestisci la SRL rumena dall'Italia, partecipi a riunioni dei soci in Italia, prendi decisioni operative dall'Italia, il fisco italiano può riqualificare retroattivamente la società.
  • Dimenticare la ritenuta dividendi al 16%. Pianificazioni basate sul vecchio 10% sono ora obsolete: il calcolo del netto al socio cambia significativamente.
  • Operare intra-UE senza VIES. Senza iscrizione VIES, le cessioni B2B intracomunitarie non beneficiano del reverse charge e l'IVA va applicata.

Questa pagina è una guida fiscale sintetica. Le aliquote citate sono valide al 2026 ma soggette a modifica. Per casi concreti, una simulazione personalizzata sui dati reali (fatturato, margini, residenza fiscale, dividendi attesi) fa la differenza tra una struttura efficiente e una contestabile dal Fisco italiano. Sepio collabora con dottori commercialisti italiani e rumeni per pianificazioni internazionali coordinate.

Domande frequenti

Le risposte ai dubbi più ricorrenti sulla fiscalità in Romania.

Quanto si paga di tasse in totale aprendo una SRL in Romania nel 2026?

Dipende dal regime fiscale, dal margine operativo e dalla residenza fiscale del socio. In regime ordinario (16% CIT + 16% dividendi dal 2026 + 26% Italia con credito d'imposta convenzionale): tassazione complessiva al socio italiano circa 43-47%. In regime microimpresa: 1% sul fatturato + 16% sui dividendi + impatto italiano. Il vantaggio reale rispetto all'Italia (~50% in scenario equivalente) è significativo ma non rivoluzionario: la riforma 2026 ha ridotto il gap rispetto agli anni precedenti.

Cosa è cambiato con la riforma dividendi al 16% del 2026?

Dal 1° gennaio 2026 la ritenuta sui dividendi è passata dal 10% al 16%, allineandosi all'aliquota corporate. La modifica vale sia per il regime ordinario sia per la microimpresa. Per il socio italiano, il netto effettivo si riduce di circa 6 punti percentuali rispetto al 2025. Pianificazioni preesistenti basate sul 10% sono ora obsolete e vanno ricalcolate.

Qual è l'aliquota IVA in Romania nel 2026?

L'aliquota standard è del 21% dal 1° agosto 2025 (prima 19%). La riforma ha unificato le precedenti ridotte del 9% e 5% in un'unica aliquota dell'11% (alimentari di base, medicinali, libri, ristorazione, alloggio, energia termica). Resta un 9% transitorio su alcune cessioni di abitazioni residenziali fino al 31 luglio 2026. Le cessioni intracomunitarie B2B sono in reverse charge se entrambe le parti sono iscritte VIES.

La microimpresa rumena conviene sempre?

No. Conviene quando il margine operativo è alto: servizi B2B, IT, consulenza con margine sopra il 30%. Per commercio o e-commerce a basso margine (sotto il 6,25% di margine operativo) il regime ordinario al 16% sull'utile è più conveniente. Va sempre simulato sui dati reali prima della costituzione.

La Convenzione Italia-Romania 2017 evita la doppia imposizione?

La nuova Convenzione del 2015 in vigore dal 25 settembre 2017 riduce ma non elimina la doppia imposizione. La ritenuta rumena è scomputabile dall'imposta italiana entro l'aliquota convenzionale (5% per partecipazioni qualificate, 10% per le altre). La residua differenza tra ritenuta domestica e convenzionale resta in capo al socio. Per ridurre realmente l'impatto serve pianificazione strutturata.

Devo presentare il quadro RW se ho una SRL in Romania?

Sì, se sei fiscalmente residente in Italia. Devi indicare la partecipazione nella SRL rumena nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, con il valore di costituzione o acquisto. Anche i conti bancari aziendali esteri sui quali hai potere di firma vanno monitorati. Sanzioni per omissione: dal 3% al 30% del valore non dichiarato, riducibili tramite ravvedimento operoso.

Cosa è l'esterovestizione e come si evita?

L'esterovestizione è la riqualificazione, da parte del fisco italiano, di una società formalmente estera come società italiana se la sede di direzione effettiva è in Italia. Si evita garantendo che le decisioni strategiche, le riunioni dei soci e dell'amministratore, la gestione operativa avvengano fisicamente in Romania. Il rischio è concreto se il socio-amministratore italiano gestisce tutto da remoto senza una struttura rumena reale.

Aprire SRL in Romania mi rende residente fiscale rumeno?

No. La residenza fiscale italiana si trasferisce solo spostando il centro degli interessi vitali (famiglia, dimora abituale, attività principale) per più di 183 giorni l'anno. L'iscrizione all'AIRE è necessaria ma non sufficiente. Senza trasferimento sostanziale, l'Italia continua a tassare il reddito mondiale inclusi i dividendi rumeni.

Cosa sono le norme CFC e quando si applicano alla SRL rumena?

Le norme CFC (Controlled Foreign Companies) prevedono che gli utili di una società estera controllata possano essere imputati per trasparenza al socio italiano se sono soddisfatte due condizioni: tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana e prevalenza di redditi passivi (oltre 1/3). La Romania al 16% rientra nella soglia di attenzione, ma il regime CFC si attiva solo con specifici test sul tipo di reddito e sulla sostanza economica della società.

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